Tremezzo o Terra di mezzo?

“Non solo design ma, soprattutto, il cuore”. Sono le parole che Leonardo Magatti ha espresso a Villa Carlotta, venerdì 12 aprile, durante la cerimonia di riconsegna del premio “La Foglia d’oro del Lago di Como”, la cui vincita è avvenuta durante la X edizione di Orticolario al Concorso Internazionale “Spazi Creativi” 2018 con lo Spazio Green Passion. Il riconoscimento va a “La Topitta”, che si era aggiudicata il Premio “Gardenia” e il Premio “Stampa”.

Il trofeo importantissimo, attualmente riposto nella Sala dei Gessi di Villa Carlotta, è stato ideato e realizzato da Gino Seguso sull’isola di Murano. Un’opera unica nel suo genere, creata in esclusiva per Orticolario dalla storica Vetreria Artistica Archimede Seguso, in occasione del concorso. Rimarrà esposta nella teca della storica dimora presso Villa Carlotta fino a ottobre, quando tornerà in scena durante la prossima edizione di Orticolario.

La cerimonia è stata condotta, presso la Sala dei Gessi, da Moritz Mantero, presidente di Orticolario, Angela Previtera, direttrice di Villa Carlotta, Maria Vittoria Bianchini, presidente della Villa, e dal vicesindaco Sonia Maria Botta i quali hanno ribadito l’importanza della creazione di progetti che rimandino ai sogni. Pertanto, è stato così realizzato il progetto di portare l’installazione a Villa Carlotta dove oggi, 12 aprile 2019, è stata inaugurata, accompagnata dalle dolci melodie di un’arpista.

L’installazione fiabesca proposta da Magatti è una casetta, realizzata dal suo staff, composto da Lorenzo Moretti e Alessandro Candiani, con assi di recupero, tanta fantasia e creatività.

“L’ispirazione è avvenuta grazie a mia figlia di 3 anni con la quale giocavo a realizzare un rifugio/casetta dove nasconderci.

Da qui è nata La Topitta”, dice Magatti. Difatti sembra davvero un’opera nata dalla mente di un bambino: con il suo tetto spiovente ed irregolare e la sua forma sbilenca, come fosse costruita da gnomi e folletti di un bosco incantato, “La Topitta” rappresenta l’ideale di casa delle favole.

Oltre alla forma caratteristica, sono i dettagli a sottolinearne la natura quasi fuori dal tempo. Le assi di legno di recupero rendono la casetta “antica”, vissuta, chissà da quale creatura magica e in quale luogo fatato.

Le finestre e la porta, fuori misura rispetto alla dimensione della casa, ci lasciano fantasticare su chi o cosa vi possa abitare. Le imposte penzolanti alle finestre e le tende interne rovinate ed usurate rendono evidente che si tratti di una casa costruita ormai tanto tempo fa. Dettaglio da non trascurare è anche il piccolo comignolo sul tetto, che si sposa perfettamente con l’immagine che ciascuno di noi ha della casetta sperduta nel bosco, con il camino acceso ed un pentolone di saporita minestra a ribollire sopra il crepitare vivace dei ceppi del focolare.

La cornice in cui è stata posta l’installazione non poteva essere migliore di Villa Carlotta. Con i suoi spazi naturali, così attentamente curati, ha potuto offrire il paesaggio perfetto: uno spazio alberato in modo da ricreare l’immagine del bosco incantato che tutti abbiamo in mente quando pensiamo alle favole.

Per raggiungere “La Topitta” si cammina lungo un percorso all’interno dei giardini della Villa. Essi offrono al visitatore un incantevole spettacolo floreale, per il quale la Villa è famosa in tutto il mondo. Prima di arrivare al bambuseto si attraversa una radura e, guardando da un lato, si scorge “La Topitta”, dulcis in fundo e ciliegina sulla torta di un banchetto tanto pantagruelico per gli occhi stupefatti del visitatore, sempre affamati e mai sazi di bellezza!

Altra nota non trascurabile sull’ambientazione è la creazione di una leggera nebbia di Nephos Swiss Fog che, come nelle migliori ambientazioni fantasy, rende tutto il quadro ancor più onirico. Magatti spiega, poi, agli invitati alla cerimonia come verrà allestito il giardinetto della casetta in base alle stagioni.

In primavera proporrà una fioritura tipica di delphinium e digitalis purpurea. Un’aiuola di rose, messe a dimora in maniera disordinata, volutamente verso l’esterno, crea una corona di protezione, come una recinzione profumata a difesa e a salvaguardia de “La Topitta”. Pertanto, fino all’autunno, le fioriture cambieranno di stagione in stagione, sempre assecondando il gusto romantico e raffinato, affinché i turisti possano godere di un giardino piccolo, ma delizioso e ricercato.

Per quanto riguarda la prossima edizione, Magatti non parteciperà volutamente al concorso di giardini tematici ma ci riserverà una sorpresa ispirandosi al nuovo tema di Orticolario: il viaggio, inteso sia nell’ottica del cambiamento del paesaggio ma, soprattutto, con riferimento alle grandi distanze che percorrono i semi e che anche le piante, a modo loro, hanno intrapreso nei secoli.

“Se non ci fosse stato Colombo noi non mangeremmo patate”, aggiunge Moritz Mantero. “Se non ci fosse stato Magellano non avremmo le azalee”.

Bacche e semi saranno l’essenza di Orticolario 2019. “Importantissimi”, ribadisce Mantero, poiché non solo nella stagione autunnale ed invernale colorano il giardino ma, grazie a loro, viene garantita la sopravvivenza e la continuità della pianta”.

Durante i tre giorni della più grande kermesse botanica del Lario si potrà trovare un’ampia scelta di piante provenienti da tutto il mondo, con stand dedicati ad arte e design.

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