Monica e i suoi Crazy Comics

Esistono passioni che possono evolvere, con il tempo e con il sacrificio, in un mestiere. È il caso di Monica, mia carissima amica, nonché proprietaria del famoso negozio di Como Crazy Comics, una delle poche attività sul territorio dedite alla vendita di fumetti e gadget appartenenti al mondo meraviglioso del disegno e dell’animazione di tutto il mondo.

Per molti “ragazzi cresciuti” della mia generazione il Shin Crazy Comics rappresenta il santuario della perdizione, sin da quando ci misi piede da adolescente. Ancora oggi, non smetto di rimanere a bocca aperta ogni qual volta io vada a far visita a Monica, curando di non farmi sfuggire l’occasione di ampliare la mia collezione personale di fumetti.

Oggi per Como for You intervisterò Monica Piazza e insieme a lei scopriremo gli aneddoti e le curiosità di questa sua meravigliosa realtà commerciale.

Ciao Monica. Oltre che essere qui in veste di intervistatore per Como for you sono un tuo affezionato cliente da anni. La prima domanda che ti vorrei porgere riguarda il tuo negozio: come ti è balenata l’idea di aprire Shin Crazy Comics?

Ho aperto una fumetteria perché il mio fidanzato dell’epoca era un grande appassionato di fumetti e io una gran appassionata di cartoni animati. Così, senza il benestare dei miei che dicevano sarei morta di fame dopo 25 anni sono ancora qui.

Quali sono le difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare nel riuscire in questa impresa?

Gira che ti gira, il nodo è sempre quello: mancavano i soldi e così, in qualche modo, ci siamo arrangiati con quello che potevamo permetterci. C’erano più scaffali che fumetti quando abbiamo aperto!

Solo negli ultimi anni, si può dire che il mondo del fumetto si sia commercializzato a dismisura. Un po’ per la cultura che è accresciuta nel corso di queste ultime generazioni, un po’ per l’avvento dei moltissimi film a loro ispirati che invadono il cinema oggi giorno. Quanto di tutto ciò ha influito sull’andamento della tua attività?

Sicuramente il cinema e la televisione hanno avuto un grosso peso per la fama che hanno ottenuto i personaggi dei fumetti, ma non hanno inventato nulla di nuovo o quasi. I personaggi che vediamo oggi sono stati inventati già da decenni, manga a parte.

Un territorio come quello di Como non è propriamente ideale in fatto di iniziative e attività inerenti a questo mondo. Eppure, il tuo negozio resiste contro ogni aspettativa, questo da anni, ormai. Come definisci i cittadini comaschi, tuoi clienti, in base alle loro preferenze e la loro passione per il fumetto?

I ragazzi di Como sono come quelli di Milano, di Roma e di Napoli. La passione per il fumetto prescinde dal territorio. Il fatto invece che a Como non si riesca a organizzare nulla non credo dipenda dai comaschi.

Quali fasce di età comprendono la maggior parte delle persone che più abitudinariamente acquistano fumetti? E quali sono gli albi più in voga che attirano di più in questo periodo?

Dai 9 ai 99 anni, abbiamo clienti di tutte le età e che non necessariamente acquistano prodotti destinati agli adulti, ma anche prodotti come shonen e shojo tendenzialmente destinati a un pubblico più teen.

Evergreen è la parola magica, Dragonball, One pièce, Ranma, Uomo Ragno, X Man, Avengers, perché il fumetto deve far sentire giovani.

Con l’avvento della tecnologia, ci siamo ritrovati in un mondo in cui le opere letterarie, compresi i fumetti, siano stati trasformati, almeno in parte, in contenuti multimediali, leggibili attraverso apparecchiature come smartphone, tablet e pc. Quanto ha influito questo sulla vendita dei fumetti, secondo te?

Poco e tanto, dipende dall’uso che se ne fa. Ci sono persone che non hanno mai comprato un fumetto in vita loro e che leggono solo scan. Quelli, per esempio, non sanno cosa sia un fumetto veramente, mentre altri si informano, leggono le scan e poi il fumetto lo comprano perché lo hanno trovato interessante. Ed è giusto così. Dietro la pubblicazione di un volume c’è il lavoro di molta gente e se tutti leggessero “a scrocco”, senza mai comprare, ci sarebbero molti più disoccupati. Quindi, quelli che pensano di essere più furbi degli altri ci pensino bene. Per il resto, se usato in maniera intelligente, il web aiuta la diffusione di qualsiasi prodotto.

Ora passiamo alle tue passioni. Quali sono i fumetti che più gradisci, la tipologia di fumetto che più apprezzi e perché?

Ci sono parecchie cose che ho letto e mi sono piaciute molto: storie d’amore e avventura/thriller. Ora i generi sono cambiati: piace l’horror, il Gore. Le graphic novel hanno preso piede. Volumi unici, in cui la storia inizia e finisce con disegni strepitosi e storie più o meno interessanti. Comunque, la mia più grande passione resta l’animazione sia giapponese che di ogni altra parte del mondo.

Ultima domanda: potessi scegliere di migliorare la città in cui ti trovi, in base alla tua professione, quali potrebbero essere le iniziative ideali per far fiorire la cultura del fumetto, come spesso accade in tutte le altre grandi città d’Italia?

Sbagli se pensi che ti risponda: una fiera. Oggi le fiere sono talmente tante da farti venire la nausea e poi son diventate le fiere del tutto: il fumetto lo devi cercare con la lente d’ingrandimento. Credo che ormai la cultura del fumetto sia al suo apice. Non vedo altre grandi possibilità di crescita. Me ne rendo conto anche con le nuove uscite: alla fine, capita spesso sia la brutta copia di cose più belle già uscite in passato. La città di Como, con la meravigliosa location che offre, sarebbe un bellissimo scenario per invitare grossi autori, oppure organizzare mostre.

Saluto Monica e la ringrazio per avermi donato il suo tempo e la sua attenzione.

Per molti di noi, soprattutto della mia stessa fascia d’età, si è cresciuti a fumetti e cartoni animati e questa passione ci collega a molti dei nostri ricordi e delle nostre esperienze passate. Per me, un fumetto non si limita ad essere un passatempo o un semplice modo di intrattenersi. Io credo che quando si amino dei personaggi, che segui, che vedi crescere, cambiare, spesso morire e magari rinascere queste emozioni si rispecchino su di noi, sui nostri stati d’animo, come un fiume di emozione che scorre attraverso le pagine, i disegni, le nuvole parlanti.

Noi vorremmo essere uno di quei personaggi: che sia un supereroe, un bandito, un guerriero, un alieno o una principessa, possiamo essere quelle persone, perderci in quelle pagine e sentirci lontani, in un mondo dove non dobbiamo rendere conto di niente a nessuno. Possiamo lasciarci abbandonare alla nostra fantasia, tornando a essere bambini, lasciarci strabiliare e conquistare come la prima volta e capire, indipendentemente dall’età che abbiamo, che non c’è limite o vincolo nel continuare a sognare e per questo, in parte, bisogna ringraziare persone come Monica, che hanno fatto del loro sogno una realtà. Una realtà aperta a tutti.