Il gran finale del Carnevale canturino

Un’edizione che, a buon diritto, si potrà tramandare negli annali della storia di Cantù! La travolgente maratona dello storico Carnevale Canturino, infatti, con la Gran sfilata del sabato grasso del 9 marzo, giunge al suo pieno e definitivo compimento. Dopo aver percorso una traiettoria parabolica, di volta in volta in costante encomiabile ascesa, lungo le quattro settimane nelle quali è andata dipanandosi questa 93a edizione, il grandissimo apprezzamento da parte del pubblico ha riconfermato al comitato organizzatore, una volta ancora, come le scelte operate siano state tutte, ciascuna singolarmente, azzeccate con una precisione micrometrica, a dir poco invidiabile.

In primis, continua a regalare emozioni l’alta qualità della pregevolissima fattura dei carri, famosi per essere i più grandi di Lombardia, le cui dimensioni davvero elefantiache, oltre i 10 metri di altezza, sfiorano, spesso, il limite dei balconi del secondo piano delle case affacciate sull’anello del centro. L’elevata arte scultorea della cartapesta ha lasciato tutti letteralmente stupefatti. E che dire della sofisticata meccanica degli ingranaggi che gestisce gli infiniti movimenti delle figure? A bordo di ciascun carro, poi, decine e decine di figuranti in maschera, impegnati a danzare e a scaricare tonnellate di coriandoli sugli spettatori, assiepati ai bordi delle strade.

Un altro punto a favore, messo a segno dall’organizzazione, concerne la scelta dei gruppi esterni, chiamati ad alternarsi ai carri in competizione.

Da un lato, infatti, si è voluto dare lustro ai numerosi corpi musicali della città e del circondario di Cantù, offrendo loro un momento di visibilità nei confronti della cittadinanza, oltre che la possibilità, naturalmente, di dar sfoggio di sé ed esibire la propria arte di pregio.

Dall’altro, ancora, i diversi gruppi folkloristici latinoamericani, capaci di emozionare con i loro costumi coloratissimi e le loro coreografie travolgenti, ci hanno idealmente trasportato in quelle zone del Pianeta dove il Carnevale è considerato un avvenimento meritevole di essere celebrato con la più sfarzosa baraonda, esuberante e giocosa sarabanda moderna.

In ultimo, complessi bandistici italiani e svizzeri, con divise austere e sgargianti, specialisti di quell’arte di sfilare in parate di marziale scenografia, ispirate ai drum & bugle corps americani.

E anche per il gran finale lo spettacolo danzante e musicale ha dimostrato di saper soddisfare appieno le aspettative del pubblico. Due importanti realtà strumentali del territorio si sono, infatti, contese il primato dell’eccellenza: la benemerita “Antica Banda” di Mariano Comense, fondata nel lontano 1851 ad opera dei militari del presidio austriaco, di stanza nel paese, e il “Corpo musicale Giuseppe Verdi” di Vighizzolo di Cantù, nato originariamente con il nome di “Fanfara Ciclistica” nel 1913 nella Curt del Balòss.

Altro genere musicale, con un proprio arrangiamento dei pezzi, altro spettacolo entusiasmante: la “Kit  & Kat Band” di Tremona (Svizzera) ha esibito la sua migliore produzione musicale, spaziando dai motivi con ritmi tradizionali della bandella a quelli delle guggenmusik d’oltre San Gottardo.

Da ultimo, il travolgente “Carioca Dance Ballet” di Igea Marina (Rimini). Lo spettacolo che i ballerini hanno inscenato ha saputo emozionare grandi e piccini, attraverso la sofisticata muscolare bellezza dei ballerini, il ritmo esotico delle musiche ed i colori sgargianti degli abiti delle danzatrici, eteree farfalle piumate, in un inimitabile viaggio onirico, un afrodisiaco baccanale di danza e spettacolo.

Ma la sfilata conclusiva non è solo festa e divertimento. Costituisce anche e soprattutto il coronamento del vincitore, tra i sette carri in competizione. Chi sarà stato tanto abile da aggiudicarsi la tanto ambita palma del primato per questa 93a edizione del Carnevale canturino? Ecco gli Amici di Fecchio con “Trotta il tempo”; i Baloss che presentano il carro “Con la misera pensione mi sono ridotto un barbone”; i Bentransema, con il loro dubbio amletico “Ma chi du chi, saran ben o maltransema?”; i Buscait con “E il dolce è servito”; il Coriandolo che esibisce “Un coriandolo per la pace”; la Maschera che propone “Non tutti i pagliacci si trovano al Circo”; da ultimo, i Lisandrin con “Non se ne può più! Re Carnevale, pensaci tu!”.

Duro compito per la giuria decretare la terna dei vincitori. Così, qualche pronostico è stato indovinato, qualcun altro, invece, disatteso.

Al terzo posto, dunque, si piazza il carro “Non se ne può più! Re Carnevale, pensaci tu!”, ideato dal gruppo Lisandrin.

Il secondo podio è assegnato ai Bentransema, con il loro allestimento dal titolo “Ma chi du chi, saran ben o maltransema?

In vetta alla classifica, la palma d’oro, primo premio dell’edizione 2019 del Carnevale canturino, va ai Buscait con “E il dolce è servito”.

Ma il Carnevale non può sfumare così all’improvviso, cedendo il passo tanto velocemente alla mestizia della Quaresima. Il Comitato organizzatore, infatti, ha indetto un concorso fotografico per premiare i migliori scatti realizzati durante le quattro giornate di sfilata. C’è tempo fino al 17 marzo per inoltrare le proprie fotografie. Regolamento sul sito del Carnevale Canturino. Attenzione anche ai numeri estratti della lotteria!

Che dire d’altro? Purtroppo, per questa edizione del Carnevale canturino le luci si sono spente, i coriandoli sono già stati ramazzati dalle strade, i costumi già riposti nell’armadio, i volti ormai ripuliti dai colori estrosi del trucco di scena…

Truciolo” fa ritorno alla sua dimora abituale mentre, benevolo, dall’alto del suo trono, ancora ci sorride e dà a tutti noi, naturalmente, l’appuntamento irrinunciabile al prossimo anno.

Ancora più numerosi, ancora più gioiosi.