Il carnevale a Cantù: l’altro nome della festa!

Siamo giunti ormai alla terza e penultima fatica per l’Associazione Carnevale Canturino e il successo si fa concreto e tangibile, davanti agli occhi di tutti. Soprattutto, gli sguardi colmi di gioia e di soddisfazione per tutti coloro che, in questi mesi che hanno preceduto le sfilate, hanno organizzato l’evento e impiegato a profusione tempo e creatività alla costruzione dei carri, oppure al confezionamento sartoriale dei costumi.

In questa 93a edizione 2019, anche la sfilata del 3 marzo riconferma il boom delle precedenti due domeniche. Anzi, per certi aspetti, felicemente, lo incrementa pure, conteggiando complessivamente le tre tappe sinora conquistate, a più di 12.000 biglietti staccati, oltre ad altrettante gratuità per i bambini e i ragazzi. Ma a crescere non sono soltanto gli spettatori. Anche i gruppi coinvolti aumentano considerevolmente di numero.

Di fatto, ciascuno dei quattro cortei in programma propone nuovi protagonisti, chiamati a sfilare accanto ai carri in competizione. Ritroviamo anche per l’occasione della terza sfilata “Un coriandolo per la pace”, “Non tutti i pagliacci si trovano al Circo”, “Ma chi du chi, saran ben o maltransema?”, “Con la misera pensione mi sono ridotto un barbone”, “Non se ne può più! Re Carnevale, pensaci tu!”, “E il dolce è servito”, “Trotta il tempo…”, guidati da “Truciolo”, la maschera ufficiale del Carnevale canturino.

A conferire il giusto tono solenne alla festa più bislacca dell’anno, la “Brianza Parade Band” di Veduggio con Colzano, pluridecorata a livello internazionale ed ispirata ai drum & bugle corps americani, ha dato il via alle danze, intonando inni e marce con il suo tipico rigore marziale, tuttavia ingentilito dal delicato sventolare delle bandiere delle danzatrici che precedevano in testa al corpo musicale.

Tra un carro e l’altro, ecco comparire i gioiosi colori delle insegne degli “Sbandieratori e Musici Lariani” di Como. Questo sodalizio raccoglie un gruppo di persone appassionate di medioevo, desiderose di diffondere la conoscenza storica attraverso esibizioni folcloristiche di giochi di bandiera e musiche medioevali.

Sempre dal capoluogo, arrivano gli “Star Wars Friends”, agghindati di tutto punto, secondo il disciplinare scenico imposto dal regista George Lucas. E quando sentivi alle tue spalle l’ansimo profondo di Darth Vader, a gelare il sangue nelle vene bastava un solo fugacissimo istante e la Morte Nera già ti stava addosso! Brrrrrr

Il quarto gruppo invitato ha un quid di esotico. Infatti, “Los Auténticos de Milano”, associazione senza scopo di lucro, aggrega persone di origini e generazioni diverse, tutte accomunate dall’amore per la danza, il canto e la musica che condividono con gli amici e le famiglie. La loro band chiassosa si è cimentata in deliziosi siparietti, qualche volta un tantino irriverenti e gaglioffi, coinvolgendo gli ignari spettatori trascinati, loro malgrado, nel bel mezzo della baruffa chiozzotta che Los Autenticos andavano inscenando sul percorso.

Da ultimo, il “Gruppo Giovani Avis” di Cantù, tra palloncini ed abiti sgargianti di colore rosso e giallo, ha voluto introdurre nella festa del Carnevale, sempre usando toni leggeri, anche il tema egualmente importante, e quanto mai indifferibile, della donazione del sangue e del plasma. La presenza di questi volontari ci è stata di monito affinché, nel divertimento, non ci dimentichiamo di quanti versano nella sofferenza e potrebbero ottenere dalla vita ancora un sorriso, unicamente grazie ad un gesto semplice, gratuito ed assolutamente disinteressato da parte nostra.

A considerare, dunque, tutti i valori positivi che si possono sinora leggere nel bilancio morale di questa edizione del Carnevale canturino, possiamo pacificamente affermare – senza tema di smentita – come Cantù, a buon diritto, faccia rima non solo con mobile e merletto ma anche con festa, altruismo, partecipazione e vita gioiosa!