fallout 76

fallout 76

Davide Chiavaccini

Davide Chiavaccini

 

Bethesda, nota azienda statunitense fondata nel 1986, senza dubbio, è una delle realtà più apprezzate nel settore videoludico. Salita alla ribalta con titoli ad effetto come Doom, Rage e Star Trek Ecounters, si è affermata definitivamente con l’uscita di The Elder Scrolls V Skyrim e la saga di Fallout, che ha attirato l’attenzione di milioni di giocatori. Eppure, nonostante il nome altisonante, Bethesda ha deciso di attuare una nuova politica per le recensioni dei propri giochi, con la conseguenza che la critica avrebbe potuto valutare i giochi solamente un giorno prima dell’uscita sul mercato. Il primo della lista è Doom, datato maggio 2016. Durante la prima settimana, le vendite sono state scarse per poi riprendersi la settimana successiva, invertendo la tendenza che vuole un calo delle vendite del 75%. Stessa sorte è toccata poi a Skyrim Special Edition, Dishonored 2 e Prey. Tutti hanno ricevuto una valutazione superiore all’80. Con l’uscita della saga Fallout, le vendite sono andate alle stelle anche se, a mio avviso, l’ultimo arrivato Fallout 76 non ha riscosso il successo del suo predecessore sia in fatto di giocabilità sia per quanto riguarda il nuovo stile di gioco multiplayer-survival. Anche l’aspetto grafico mostra delle lacune e denota un passo indietro significativo. L’ambientazione è sempre la Virginia e, ancora una volta, saremo alle prese con belve affamate di sangue e predoni pronti a tutto, pur di “farvi fuori”. Il gameplay si basa su una coop con altri giocatori ed anche in questo capitolo è possibile costruire avamposti e fortezze Il che rende il gioco un pizzico più semplice ed essendo possibile anche una modalità off-line non è dato sapere se il livello di difficoltà aumenti in maniera esponenziale. Ad oggi, non sono ancora in grado di poter affermare con sicurezza se questo titolo sia un buon investimento o meno. Quello che posso dire è che si presenta come una scommessa…

A voi la scelta, amici