Carnevale a Cantù, la seconda sfilata… in primo piano!

A Cantù, domenica 24 febbraio, ospiti d’eccezione e personalità dello sport e del jet set locale alla seconda sfilata dello storico Carnevale. Ma i veri protagonisti della festa più pazza dell’anno sono stati, come di consueto, bambini e ragazzi. Chi se ne stava seduto comodamente sulle spalle di papà, chi, tanto cucciolo, ne approfittava per schiacciare una pennichella nel passeggino, chi mai pago, dopo aver esaurito lo scarso tesoretto che teneva nel sacchetto, raccattava da terra cumuli di coriandoli e stelle filanti da lanciare ai propri compagni, oppure ai figuranti che sfilavano chiassosi davanti ai loro occhi.

Mamme trasformate in personali ed esclusive make-up artists, truccati in volto e tuffati nel costume di scena, confezionato a macchina dalle mani amorevoli di nonne, sarte provette, nessun bambino si è fatto attendere! Puntuali all’ora concordata, quasi a sfiorare le cinquemila presenze, hanno fatto ala agli otto carri in concorso e ai gruppi musicali e folkloristici che li accompagnavano.

Come è avvenuto la domenica precedente, nuovamente è toccato a “Truciolo” l’onore di aprire il corteo. Dietro di lui, “Un coriandolo per la pace”, del gruppo Il Coriandolo. Poi “Non tutti i pagliacci si trovano al Circo”, realizzato dal sodalizio La Maschera. “Ma chi dü chi, saran ben o maltransema?” è il rovello politico proposto dai Bentransema. I Baloss e il loro carro “Con la misera pensione mi sono ridotto un barbone”. Lisandrin, con “Non se ne può più! Re Carnevale, pensaci tu!”. “Il dolce è servito”, proposto dall’équipe Buscait, altro carro di sferzante satira politico-sociale. Ultimi in fila, ma pari ex aequo per bellezza con tutti gli altri, gli Amici di Fecchio con “Trotta il tempo…

La novità di questa domenica, invece, ha lasciato tutti a bocca aperta. Quattro i gruppi musicali e danzanti invitati ad esibirsi. E, davvero, ciascuno ha saputo tenere alto l’onore della propria arte. Le due bande locali – il giovanissimo Corpo Musicale di Annone Brianza e lo storico Corpo musicale La Brianzola – hanno eseguito pièce degne dei più importanti teatri d’opera internazionali. Grande ammirazione hanno suscitato gli amici boliviani del gruppo “Caporales San Simón Cochabamba”. Le loro affascinanti danze sensuali ed i costumi baroccheggianti, sgargianti dei mille colori, tipicamente latinoamericani, facevano vibrare i cuori, al ritmo dei sonagli metallici, ancorati alle gambe e agli stivali vaqueros dei ballerini.

Lo spettacolo si è anche tinto di rosso! Niente allarmismi ingiustificati, please… Stiamo parlando dei fenomenali componenti della “Triuggio Marching Band” e della loro divisa, insieme austera e sgargiante. Impossibile rimanere indifferenti alla marziale e solenne esecuzione, proprio come una banda militare o di quelle che si vedono in TV, prima delle partite di football negli stadi statunitensi. Il gruppo che, tra marching players e colour guards, si compone di 65 membri, si occupa di favorire l’educazione musicale e motoria, attraverso un serrato programma di performing arts.

Al termine della sfilata, ci hanno regalato un fuoriprogramma del tutto inaspettato. Si sono schierati a semicerchio e, al fermo cenno deciso del direttore, hanno disegnato con i loro corpi i pezzi musicali che intonavano, muovendosi ordinati in file misurate, poi rimescolandosi casualmente, girando in tondo, senza mai prendere un solo respiro, in una parata concitata e travolgente, capace di mozzare il fiato in tutti noi, spettatori attoniti e meravigliati da tanta perfetta esecuzione.