Barbascura X si racconta

Poco tempo fa sono stato spettatore di un divertentissimo monologo teatrale, “Il genio non esiste, e a volte è un idiota” (
https://www.comoforyou.it/barbascura-x-il-genio-non-esiste-ed-a-volte-e-un-idiota/ ), di cui ho scritto una recensione proprio su Como for you.

L’autore di questo spettacolo è il famoso youtuber Barbascura X, musicista, attore e ricercatore nel campo scientifico che, con le sue “brutte” recensioni e documentari, “scienza brutta”, ha conquistato l’attenzione e la simpatia di migliaia di followers in tutta Italia.

Ho avuto il piacere e l’onore, di intervistare Barbascura in esclusiva per voi, lettori di Como for you, donandovi l’occasione di conoscere, un po’ più approfonditamente, la persona che si cela dietro l’immagine “piratesca” che si è costruita, in questi anni di attività sul web, intorno a lui.

Cominciamo dal tuo nome, Barbascura X. Come mai hai adottato questo pseudonimo? Soprattutto, cosa ti ha ispirato nel definirti un autentico pirata, con definizioni e atteggiamenti ad esso connessi?

Quando aprii il canale, nel 2014 (sono già passati 5 anni), non sapevo cosa sarebbe diventato. Il nome lo diedi senza pensarci. Gli amici dicevano che sembravo un pirata, tra look e modo di parlare. D’altronde vengo da Taranto, città di mare e di pescatori, dove definirsi pirata non è certo un atto eccezionale. In quel periodo stavo anche leggendo molta letteratura legata alla pirateria, sia storica che romantica. É per questo che ho aggiunto la X, come il simbolo sotto cui si nasconde il tesoro. Nessun vero pirata avrebbe nascosto il tesoro. In realtà lo avrebbe sperperato, senza freni, in donne alcol e gioco. A ben indagare, se anche sia affascinante una vita sporca e senza rimpianti, la pirateria non era questo granché. Se proprio devo essere un pirata, voglio essere uno di quelli usciti dai romanzi. Un po’ più Salgari e Stevenson, un po’ meno Evangelisti, per intenderci. Solo la X può conciliare il tutto.

Com’è nata la tua passione nell’ambito audiovisivo dell’intrattenimento?

L’intrattenimento è sempre stato in me. Sono un musicista, ho suonato su moltissimi palchi, ho imparato ad amarli e a migliorarmi. Il primissimo canale che inaugurai lo aprii proprio per la band. Ma le necessità cambiano. Un simile contenitore, come YouTube, non può contenere solo musica quando si vorrebbe dire tanto altro.

Ti definisci artista e scienziato allo stesso tempo. Considerando il contenuto dei tuoi video dedicati alla “scienza brutta”, oltre a voler intrattenere, esiste un messaggio specifico che vuoi divulgare attraverso i tuoi video?

Di essere curiosi ed affascinarsi a tutto, anche alle piccole cose, anche a quelle che sembrano innocue. A volte siamo convinti di sapere molto, ma la parte più bella è scoprire quello che non sappiamo. Insomma, tornare bambini non fa mai male.

Recensisci diversi tipi di contenuti, dal cinema alle serie tv, dai cartoni animati alle miniserie. Questo fa di te un vero appassionato del genere, ma quali sono le tue preferenze e le tue ispirazioni a cui dedichi maggior attenzione?

Mi lascio guidare dalle idee. Non ho una vera e propria “missione” quando si tratta di raccontare prodotti audiovisivi. Prediligo, come sempre, far scoprire qualcosa di nuovo allo spettatore. Se posso raccontargli un punto di vista diverso, stravolgergli la storia, raccontargli un aspetto che ignorava o, in generale, stupirlo. Solo così posso sentirmi soddisfatto.

Il tuo rapporto tra vita pubblica (youtuber), studente e ricercatore e vita privata come si sposa con i tuoi ritmi e abitudini giornaliere? Quali sono le difficoltà che spesso riscontri nel cercare di scindere le tre cose?

É diventato impossibile, ed è difficile che continui così per troppo oltre. Purtroppo a mancarmi è il tempo e, tra lavorare, gestire social, scrivere e girare i video e, soprattutto vivere, non se ne esce. Ho anche iniziato a girare per teatri con degli spettacoli dal vivo, giusto per complicarmi ulteriormente la vita. Mi troverò, prima o poi, a dover dare più peso ad una cosa piuttosto che all’altra. Sono due lavori a tempo pieno, difficili da gestire.

Da poco ti stai avvicinando al mondo del teatro: hai debuttato con il tuo monologo sulle biografie di alcuni personaggi importanti che hanno segnato la storia dell’umanità, in maniera demenziale e ironica. Ma qual è la tua posizione in merito a questo argomento? Il tuo apporto alla scienza si sposa con alcune delle teorie che tu stesso hai citato nel tuo spettacolo?

Più che altro racconto di come coloro che spesso vediamo come geni rivoluzionari altro non sono che persone normalissime. Anzi, spesso sono proprio degli idioti. Questo sarebbe stato uno spettacolo che avrebbe aiutato tantissimo un “giovane me” a mettere in prospettiva le cose. Se si vuol far scienza bisogna studiarla, trovarsi al posto giusto al momento giusto, sbagliare e risbagliare, dire cazzate, lottare contro il tempo e contro gli altri scienziati che cercano di giungere alla soluzione prima di te. É uno spettacolo che spinge le persone a studiare, ad interessarsi alle cose e che, ovviamente, le fa ridere nello scoprire aneddoti discutibili sui propri idoli. Ad ogni modo, questo è solo il tema del primo spettacolo. Ne porterò altri dove si affronteranno anche temi diversi, come il problema ambientale, che non solo è stato il soggetto del mio dottorato, ma è qualcosa che necessita assolutamente di essere raccontato.

Esprimi la tua arte nell’essere anche musicista e cantautore. Come è nata questa passione?

Se mi piace qualcosa la faccio: ho sempre avuto questo problema. Quando ascolto un pezzo o uno strumento che mi piace non penso “ah, che bello”, ma “lo voglio suonare io”. Questo potrebbe apparire come il non godersi appieno le cose ma, per me, è indubbiamente una spinta motivazionale. Sono chitarrista e cantante, ma ho provato in maniera fallace anche a suonare violino, piano, armonica, contrabbasso e batteria. Iniziai a suonare la chitarra da giovanissimo, senza pretese, solo per unirmi alle suonate in spiaggia con amici. Avevo più o meno 12 anni, e non sapevo che quello strumento mi sarebbe piaciuto tanto. Mi esercitavo quasi otto ore al giorno, sognavo di diventare il chitarrista più veloce al mondo. Poi i gusti cambiarono, iniziai a cantare, ed il resto si scrive da solo.

YouTube, musica e teatro quali sono i tuoi prossimi piani per il futuro?

Ne ho troppi, ma non mi sento di avanzare pronostici. Ho una vita soltanto. Come sempre, è il tempo a mancarmi.

Ultima domanda… In Italia si muove tutto sul web. Tantissime persone danno tempo e dedizione al mondo dei social, spesso trascurando ciò che avviene nella vita reale. A tuo avviso, qual è il modo migliore per vivere equilibrati, dando il giusto peso e interesse al mondo virtuale, preservando i valori e le emozioni che solo la vita reale può veramente donarti?

Bisogna capire che l’attività web è diventata un lavoro per moltissimi e che, a volte, richiede più dedizione del normale. É una cosa orribile pensare di coccolare qualcosa di digitale, finto, come un profilo social con tanta attenzione, ma è pur vero che quel social ti mette in contatto con tantissime persone reali, che ci tengono, a cui in un certo senso sei legato. Non è facile all’inizio trovare l’equilibrio e capire come gestire la cosa. Il tempo porta saggezza e si impara a capire quanto tempo dedicare a cosa. Ti posso dire che, se viaggio da solo, la videocamera mi permette addirittura di godermi di più il tutto, perché mi costringe a cercare cose, ad intrufolarmi, a fare esperienze. Tuttavia, alcuni momenti non si possono vivere attraverso uno schermo. Sono momenti che si perdono per sempre. Bisogna porsi dei limiti e ritagliarsi momenti di vita per sé. Senza quelli, si è morti dentro. Quindi, se ci sono persone troppo dipendenti dal mondo virtuale

in ascolto, ho solo un consiglio da dare: ogni giorno spegnete il telefono per qualche ora e fate qualcosa di bello per voi stessi. Oltre a diventare più bravi in qualcosa, sarete sicuramente più felici.

Saluto Barbascura e lo ringrazio per la sua disponibilità, chiudendo questa simpatica intervista con una mia piccola riflessione.

YouTube, come molti dei social che frequentiamo abitualmente, ci dà la possibilità di conoscere molti personaggi di una certa rilevanza che si attivano per creare contenuti di intrattenimento e attualità.

In molti casi, alcuni di questi risultano essere costruiti e palesemente istruiti ad apparire ciò che in realtà non sono, per via di questioni di immagine e popolarità.

Di Barbascura posso ammettere, con tutta onestà, pur non conoscendolo benissimo, di aver avuto un’impressione del tutto diversa da quella che mi aspettavo.

Ho interagito con una persona semplice e spontanea che, con umiltà, si è messo in gioco dando tutto se stesso all’arte e allo studio. Una persona di talento che, pur avendo la sua notorietà, più che meritata, non ha mai perso di vista i valori e gli ideali che lo hanno reso ciò che egli è oggi: una persona vera e autentica, cosa difficile da trovare in questo strano mondo, spesso troppo sofisticato e artificiale.

Barbascura sarà ospite della puntata del 23 aprile di “Fuori Concorso”, programma radio in onda sul web tutti i martedì sera alle 22:00 su Youngradio e i venerdì sera alle 21:00 in FM su Ciaocomo radio (frequenza 89.4).

In mia compagnia, The Captain Alexander, con Miss Ilia e, in cabina di regia, con Michael Prize e Ulmick daremo vita ad uno show esclusivo, insieme al famoso youtuber Tarantino.

Non mancate!